BASILICA E CATACOMBA DI SAN GIOVANNI - CRIPTA DI SAN MARCIANO

SAN GIOVANNI

La Catacomba di San Giovanni

Nel cuore di Siracusa, a pochi passi dall’area archeologica della Neapolis e dal Santuario della Madonna delle Lacrime, si estende uno dei più rilevanti complessi funerari di epoca paleocristiana: la Catacomba di San Giovanni. Si tratta di un luogo di grande fascino e suggestione, la cui struttura fu realizzata nella roccia calcarea a partire dal IV secolo d.C., ampliando il percorso di un preesistente acquedotto greco. La pianta del cimitero sotterraneo ricalca quella dell’accampamento militare romano, il castrum, ed è caratterizzata da ampie gallerie che cond­­ucono all’interno di antiche cisterne e cubicoli. Nel corso dei secoli questi ambulacri hanno accolto migliaia di sepolture, riconducibili essenzialmente a tre tipologie: i loculi, ovvero le piccole cavità rettangolari scavate sulle pareti che furono utilizzate per l’inumazione dei bambini e poi come ossari; gli arcosoli, cioè le nicchie con tetto arcutato, che potevano ospitare anche intere famiglie e, infine, le fosse terragne, vale a dire le tombe scavate a terra, tipiche dello sfruttamento intensivo della necropoli. Intorno a queste sepolture e sulle pareti delle gallerie è ancora oggi possibile ammirare pitture murali e incisioni, preziose testimonianze che rivelano la vita e le abitudini religiose dei primi cristiani.
Si accede alla catacomba attraverso un piccolo ingresso posto alle spalle dell’abside dell’antica Basilica di San Giovanni Evangelista, che immette direttamente nella galleria principale, il decumanus maximus, dalla quale si diramano, a Nord e a Sud, cinque vie secondarie dette cardines. Percorrendo il decumanus, lungo quasi 100 mt, e addentrandosi nel sistema di gallerie verso Sud, si raggiungono le cisterne del preesistente acquedotto greco, che i cristiani hanno allargato, una volta dismesse come sistema di approvvigionamento idrico, per rendere lo spazio più funzionale ai riti funebri e alla preghiera comunitaria.
La prima cisterna che si incontra nella zona meridionale è la cosiddetta rotonda di Marina, il cui nome ricorda quello della nobildonna che vi fu sepolta, il suo arcosolio con relativa incisione e affresco si incontrano sulla parete sud della rotonda. Accanto all’arcosolio di Marina, una breve galleria conduce all’arcosolio del vescovo Siracosio, la cui parte esterna è contraddistinta da un’eccezionale e raffinata incisione che raffigura un clipeo all’interno del quale è inscritto un Cristogramma tra le due lettere apocalittiche alfa e omega e, poco più in basso, due barche a forma di pesce. Per i primi cristiani la barca simboleggiava la Chiesa, mentre il pesce (in greco ICHTHYS) Gesù Cristo, in quanto il termine greco, che si trova inciso sulla superficie della tomba, anticamente era utilizzato come un acrostico della frase “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore”.
Attraverso una piccola galleria, a lato della tomba del vescovo, si passa, alla rotonda di Adelfia, una cisterna molto più grande della precedente e contraddistinta da un monumentale arcosolio sulla parete di fondo. Qui nel 1872 l’archeologo Francesco Saverio Cavallari portò alla luce un sarcofago in marmo, oggi conservato al Museo Archeologico “Paolo Orsi” di Siracusa, sul quale erano scolpiti, intorno ad una conchiglia centrale, 62 personaggi dell’Antico e del Nuovo Testamento. Si tratta di un reperto di grande importanza archeologica e artistica, in quanto mostra, tra le varie scene, quella che può essere considerata una delle primissime immagini del presepe. Al centro della conchiglia, simbolo cristiano di vita eterna, è possibile riconoscere, invece, i busti di Adelfia e del marito, il proconsole Valerio.
Proseguendo, sulla sinistra, si trova la Rotonda delle Vergini, caratterizzata dalla presenza di grandi sarcofagi scavati direttamente nel vivo della roccia, probabilmente appartenuti ad una delle prime comunità monastiche di Siracusa e, sul lato opposto, il Cubicolo di Eusebio. Quest’ultimo si presenta come una cisterna di forma quadrangolare con sepolture ed arcosoli dal forte impatto scenografico. Particolarmente suggestivo appare l’arcosolio sulla sinistra in cui fu rinvenuta la sepoltura che ha probabilmente ospitato le spoglie di Papa Eusebio prima che fossero traslate nella catacomba di San Callisto a Roma. Oltre che per la tomba del papa, il cubicolo rappresenta un luogo particolarmente importante per il culto di santa Lucia, santa patrona della città. È qui, infatti, che fu ritrovata dall’archeologo Paolo Orsi una testimonianza epigrafica di grande valore storico, si tratta dell’Iscrizione di Euskia, che attesta la devozione per la vergine e martire siracusana fin dal V secolo.


Dopo aver visitato le cisterne, il percorso all’interno della Catacomba di San Giovanni, prosegue, lungo il Decumanus Maximus, con una tappa irrinunciabile: la sosta davanti all’arcosolio della Vergine siracusana Adeodata. Interamente affrescata sia all’interno che all’esterno, la sepoltura mostra nella parte superiore un doppio strato di intonaco, segno che indica il riutilizzo della sepoltura e, quindi, due fasi pittoriche distinte. Sullo strato più esterno è riconoscibile la figura del Cristo, fiancheggiato dagli apostoli Pietro e Paolo, nell’atto di incoronare una vergine defunta per accoglierla in Paradiso; mentre sulla sinistra emerge, da una fenditura dell’intonaco, un particolare dell’originario strato pittorico, ovvero l’immagine di un pavone blu, raffigurato nel IV secolo come simbolo di vita eterna.

Poco prima di uscire, all’inizio della seconda galleria della regione settentrionale della catacomba, si incontra la cosiddetta “Tomba del Santo”, un arcosolio a mensa in parte cancellato dal tempo, sulla cui lastra di copertura si ritrovano i segni di un rito antico, che precede la nascita del cristianesimo e che si protrae nel tempo fino ad assumere delle caratteristiche ben definite: il refrigerium, letteralmente “il rinfresco”. Si tratta di una cerimonia funebre, in forma di banchetto, che veniva celebrata nel giorno della morte del defunto, versando all’interno dei fori presenti sulla pietra tombale vino, latte e miele. In questo modo, la comunità accompagnava idealmente i propri cari, assicurando loro il cibo necessario per affrontare il lungo viaggio verso l’aldilà.
Nel corso del tempo la Catacomba di San Giovanni ha subito, insieme alla Basilica, ripetute profanazioni che oggi la rendono, così come affermò l’archeologo Paolo Orsi nei primi anni del XX secolo, uno “scheletro denudato”. Ciò nonostante, questa “città sotterranea dei morti” continua ad affascinare e sorprendere, con la forza del suo inestimabile patrimonio archeologico, storico ed artistico i suoi visitatori.

La Basilica di San Giovanni

La Basilica di San Giovanni Evangelista sorge nel luogo in cui, secondo la Tradizione, si insediò la prima comunità cristiana del mondo Occidentale ad opera del protovescovo di Siracusa Marciano, e in cui fu scavato, a partire dal IV secolo d.C., uno dei più imponenti cimiteri cristiani del mondo antico: la Catacomba di San Giovanni.
Considerata la prima cattedrale della città, San Giovanni rappresenta una delle testimonianze più significative dell’architettura religiosa a Siracusa, in quanto è caratterizzata dalla sovrapposizione di numerosi elementi architettonici e decorativi, ovvero dai segni indelebili dell’avvicendamento delle diverse culture e degli stili, quali il bizantino, il normanno e il barocco.
L’impianto originario della basilica risalirebbe al vi secolo d.C., epoca in cui i Bizantini edificarono una chiesa in perfetto stile orientale, con tre navate divise da colonne dal capitello dorico e tre absidi.
A partire dal xii secolo, la fabbrica bizantina venne ampliata dai Normanni, che costruirono un’imponente facciata in pietra e dotarono la chiesa, oggi scoperta, di un tetto ligneo, che fu definitivamente distrutto dal terremoto del 1693. La particolarità della basilica è, appunto, la mancanza della copertura, che conferisce alle antiche navate a cielo aperto un fascino indescrivibile ed esalta la sacralità di questo straordinario luogo di culto.

La cripta di San Marciano

Situata a cinque metri di profondità, sotto il livello della Basilica di San Giovanni, la cripta di San Marciano conserva ancora oggi tutto il suo fascino originario come luogo di culto e di sepoltura dei primi cristiani di Siracusa. Secondo la tradizione, nell’anno 39 d.C. accolse san Marciano, discepolo dell’apostolo Pietro, che da Antiochia fu inviato in Sicilia a predicare il Vangelo. Le sue spoglie, oggi venerate nella cattedrale di Gaeta, furono inizialmente deposte in un sarcofago scavato nella roccia all’interno della stessa cripta, sulla cui parete esterna venne realizzata un’apertura, ancora oggi visibile, per consentire ai fedeli di toccare il corpo del santo. Durante l’anno 61, anche san Paolo raggiunse Siracusa (At 28, 12) e, secondo la Tradizione, in questo luogo incontrò la comunità locale che, pertanto, vanta radici molto antiche. Nei secoli successivi i cristiani cominciarono a scavare intorno alla cripta gallerie per la sepoltura dei morti e da qui prese avvio la costruzione della catacomba, che ospitò i corpi dei molti siracusani uccisi durante le persecuzioni romane.

Durante l’epoca bizantina la cripta fu ampliata e trasformata in una chiesa dalla pianta a croce greca, con tre absidi; mentre i normanni aggiunsero alle pareti quattro grandi capitelli raffiguranti i santi Evangelisti e gli affreschi raffiguranti santa Lucia, san Marciano, san Paolo e san Giovanni Battista. Nel XII secolo l’ingresso della cripta fu abbellito con la costruzione di una volta a crociera, e riconosciuta come importante luogo di culto per tutto l’Occidente cristiano.

INFORMAZIONI:

 Servizi disponibili : Visita guidata, interprete, accesso faclitato per disabili.

Orari di apertura del sito:
  • Novembre - Febbraio: dal Lunedì al Sabato 9:30-12:30 / 14:30-16:30
  • Lunedì chiuso
  • Marzo - Giugno: dal Lunedì alla Domenica 9:30-12:30 / 14:30-17:30
  • Luglio - Agosto: dal Lunedì alla Domenica 10:00-13:00 / 14:30-18:00
  • Settembre - Ottobre: dal Lunedì alla Domenica 9:30-12:30 / 14:30-17:30
Nessuna barriera architettonica

la visita è guidata ed inclusa nel prezzo del biglietto

COSTO DEL BIGLIETTO
  • Intero: € 8,00
  • Ridotto (under 15 ed over 65): € 5,00
  • Ridotto pellegrinaggi: € 3,00
  • Ridotto scolastico e gruppi di istruzione catechetica: € 3,00
  • (ingresso gratuito per gli insegnanti accompagnatori)

DOVE SI TROVA:

Se prenoti risparmi tempo...

logo kairos
© 2018, Kairós S.r.l. P. Iva 01497860898

Tel: +39 0931 64694 | Fax: +39 0931 66751

info@kairos-web.com

SEDE OPERATIVA
Largo San Marciano, 3 – 96100 Siracusa

SEDE LEGALE
via M. Bonanno 4/A – 96100 Siracusa

Cerca