ALLA SCOPERTA DEL DUOMO DI SIRACUSA E LA SUA IMPORTANTE PIAZZA

LA CATTEDRALE

La Cattedrale di Siracusa

La cattedrale della Natività di Maria Santissima sorge sulla parte elevata dell'isola di Ortigia, incorporando quello che fu il principale tempio sacro in stile dorico della polis di Syrakousai, dedicato ad Atena (Minerva) e convertito in chiesa con l'avvento del cristianesimo.

Considerata la chiesa più importante della città di Siracusa, è entrata a far parte dei beni protetti dall'UNESCO in quanto patrimonio dell'umanità. Il suo stile è all'esterno principalmente barocco e rococò, mentre al suo interno alterna parti risalenti all'epoca siceliota, poiché appartenenti al tempio greco e parti risalenti all'epoca medievale, costruite dai Normanni verso il seicento e così lasciate fino ai giorni attuali. La sua struttura interna è composta in diverse navate e cappelle, le quali hanno uno stile classico e decorato, tipico del barocco anch'esso.

Di grande significato religioso, custodisce statue, reliquie e spoglie di santi, martiri e nobili siracusani. I suoi arredi hanno visto il susseguirsi di artisti provenienti da più parti d'Italia e dall'estero. Da sempre simbolo della religiosità siracusana, la cattedrale attraversò le varie fasi storiche e culturali della città.

Il Tempio di Atena

Il tempio di Atena (o di Minerva), situato nel punto più alto dell'isola di Ortigia, è senza dubbio uno dei templi, se non l'unico, che può dirsi vissuto e adoperato dall'epoca classica fino all'epoca attuale; la gente che vi cammina quotidianamente, il pavimento lucido che lo circonda, la luce che vi filtra dalle finestre, le decine di colonne ancora intatte, lo rendono un caso unico nel suo genere. Sicuramente il tempio siracusano che meglio si è conservato nei secoli.

Il tempio era stato preceduto da un luogo di culto risalente all'VIII secolo a.C., con un altare portato alla luce negli scavi dell'inizio del XX secolo, e da un primo tempio della metà del VI secolo a.C. Il tempio di Atena, di ordine dorico fu eretto nel V secolo a.C. dal tiranno Gelone in seguito alla vittoria contro i Cartaginesi nella battaglia di Imera. L'Athenaion era esastilo (sei colonne in facciata) periptero (le colonne circondavano la cella su tutti e quattro i lati), con 14 colonne sui lati lunghi. Secondo Ateneo (scrittore greco antico) il frontone recava il grande scudo della dea in bronzo dorato[2]. Questo scudo si dice fosse segnale di riferimento per tutti i naviganti che uscivano o entravano nelle acque di Siracusa. Scrive a tal proposito Ateneo:

« accingendosi a salpare dalla città, i naviganti si recavano presso un altare collocato a un capo dell'isola di Ortigia, vicino al santuario Geo Olimpia, e da qui prelevavano una coppa; giunti al largo, quando lo scudo posto sulla somminità del tempio di Atena non era più visibile - vale a dire quando Ortigia, della quale il tempio occupa il punto più alto, spariva dall'orizzonte - la coppa, ricolma di fiori, aromi, grani di incenso e favi di cera, veniva lanciata in mare.[3][4] »

Da Cicerone, che elenca gli ornamenti depredati da Gaio Licinio Verre, sappiamo che aveva decorazioni in avorio, borchie d'oro sulla porta e una serie di tavole dipinte che raffiguravano un combattimento di cavalleria tra Agatocle e i Cartaginesi e 27 ritratti dei tiranni della città.

Molti dei reperti archeologici ritrovati nel tempio (tegole in marmo, gocciolatoi a forma di testa di leone, l'altare), sono oggi visibili e custoditi all'interno del Museo archeologico regionale Paolo Orsi di Siracusa. Cicerone lo descrisse ampiamente quando venne a Siracusa per processare il pretore romano Verre; egli afferma infatti che il tempio custodiva tra le opere d'arte più preziose che la città siracusana avesse.

Gelone per fabbricare la parte alta del tempio aveva importato del pregiato marmo dalle isole Cicladi, in Grecia, e si era così accostato allo stile classico che stava nascendo nel continente egeo. Il tempio venne costruito con la roccia bianca calcarea siracusana e di sopra un sottile strato di stucco. Il sistema di fondazioni è definito tutt'oggi grandioso in quanto contava all'origine dei possenti muraglioni su cui gravava la cella e lo stilobade. Ancor oggi tali fondazioni risultano essere parte del sostegno del Duomo. La trabeazione mostrava triglifi e metope.

Attualmente all'esterno, restano visibili, sul fianco sinistro del duomo, alcune colonne con lo stilobate sul quale esse poggiavano, mentre all'interno dell'attuale Duomo sono altresì ben visibili 9 colonne del lato destro del periptero e le due antistanti la cella.

L'Esterno e la Piazza

L'architetto Andrea Palma si mise all'opera nei primi anni del 1700 e i suoi maestri scelti di fiducia per il progetto stabilito furono gli architetti-scultori Giuseppe Ferrara e Giovan Battista Alminara, mentre l'architetto-pittore siracusano Pompeo Picherali fu testimone e revisore dei lavori.[6]

La facciata rappresenta una lavorazione molto complessa in quanto ricca di decorazioni e per questo essa è considerata l'espressione barocca più alta che vi sia nell'intera Siracusa.

I lavori vennero completati in due periodi e per questo essa presenta a detta di molti due stili ornamentali; lo stile barocco e lo stile rococò, a tale punto che vi è chi la definisce barocca e chi rococò. Ciò è dovuto al fatto che i lavori architettonici della sua facciata furono divisi in due tempi, dunque in due periodi diversi; i primi lavori incominciarono nel 1728 e vennero completati nel 1731. Poi vi fu una pausa di vent'anni e si riprese nel 1751, probabilmente è questo li periodo in cui il tardobarocco lascia spazio allo stile rococò. La facciata venne completata nel 1753.

Essa presenta due ordini orizzontali separati da una trabeazione merlata. Il piano inferiore è formato da sei alte e robuste colonne costruite in ordine corinzio, di cui le quattro centrale sorreggono un elaborato timpano spezzato con merlature. Le quattro colonne inquadrano il portale centrale, il più grande. Mentre gli altri due portali, minori, sono delimitati nella loro parte esterna dalle due colonne laterali; esse sorreggono nella loro estremità le statue dei due martiri siracusani; San Marciano e Santa Lucia.[7]

L'ordine superiore è invece composto da quattro alte e robuste colonne corinzie che sorreggono il timpano superiore che circonda il frontone triangolare il quale reca al centro una croce fabbricata in ferro battuto la quale rappresenta il punto più alto della facciata del Duomo e ai lati di essa vi sono scolpiti due angeli. Il piano superiore presenta una forma trapezoidale delimitata da due contrafforti a spirale posti nei vertici bassi i quali sono caratterizzati ai lati da bassorilievi scolpiti a forma di gigli.

Al centro del piano superiore vi è una nicchia arcuata circondata da due colonne corinzie, di dimensioni minori rispetto alle grandi colonne principali, che sorreggono un timpano spezzato che al centro reca un elegante stemma con delle statue di angeli scolpite ai suoi lati. All'interno della nicchia (o cavità) vi è la statua dell'immacolata[7], dai siracusani detta "Marònna ro Pilèri" (Madonna del Piliere, del Pilar).

Lateralmente la facciata presenta nella parte inferiore sinistra il suo originario aspetto di tempio di epoca siceliota in quanto sono visibili le possenti colonne di ordine dorico. Vi si notano le strette finestre aperte in epoca medievale e il terrazzo è delimitato da ornamenti architettonici posti in linea dritta e aventi tutti eguale misura e figura arrotondata. In questo lato vi è una porta secondaria che dà accesso all'interno del Duomo. La parte laterale superiore invece è data dal campanile, costruito nella stessa epoca settecentesca della facciata. Esso presenta due grandi arcate (o celle) al cui interno vi si trovano le campane della chiesa. Infine nel punto più alto di essa vi sono stati posti due orologi solari per cui privi di lancette.

La parte laterale destra non è invece visibile in quanto essa è coperta dall'edificazione del Palazzo Arcivescovile di Siracusa (1854) che affianca totalmente il Duomo ed è spesso considerato visivamente parte dello stesso.

Infine la parte posteriore della facciata è stata coperta da successive costruzioni tipiche dello stretto e labirintoso tessuto urbano ortigiano che, va ricordato, in epoca medievale rappresentava la sola parte abitata della città di Siracusa; dunque venne fortificata e densamente abitata, mostrando ai giorni nostri un particolare sistema urbano

INFORMAZIONI:

 Servizi disponibili : Visita guidata, interprete, accesso faclitato per disabili.

Orari di apertura del sito:
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  • Settembre - Ottobre: dal Lunedì alla Domenica 9:30-12:30 / 14:30-17:30
Nessuna barriera architettonica

la visita è guidata ed inclusa nel prezzo del biglietto

COSTO DEL BIGLIETTO
  • Intero: € -----
  • Ridotto (under 15 ed over 65): € -----
  • Ridotto pellegrinaggi: € -----
  • Ridotto scolastico e gruppi di istruzione catechetica: € ----
  • (ingresso gratuito per gli insegnanti accompagnatori)

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