Basilica di Santa Lucia

La Catacomba

La catacomba sottostante l’attuale piazza S. Lucia è costituita da un cimitero di comunità e da alcuni ipogei di diritto privato, ascrivibili cronologicamente ai secoli III, IV e V. Il complesso si estende a sud-ovest della chiesa soprastante e viene generalmente suddiviso in quattro regioni (A, B, C, D), collegate da gallerie, alcune delle quali sonostate intercettate dall’UNPA (Unione Nazionale Protezione Antiaerea) durante l’ultimo conflitto mondiale. All’interno del cimitero i settori riservati a sepolture
privilegiate, o in connessione con il loculo di S. Lucia, vengono trasformati in loci sancti, poli devozionali per un periodo straordinariamente lungo, dotati di un ciclo di affreschi che vanno dall’età bizantina all’età normanna. Nell’isolamento documentario, cui è costretta la Sicilia e Siracusa rispetto ad
altri centri del mondo cristiano antico, il culto di S. Lucia è uno dei pochi ad essere supportato da una solida costruzione agiografica. L’archeologia attesta la continuità del culto della Santa nel cimitero sotterraneo e nella basilica superiore.

Risale al II secolo d.C. ed è la più antica. E’ divisa in varie regioni con la presenza di loculi, cubicola e zone con sepolture privilegiate, trasformate in età bizantina in oratori aperti al culto. Situata sotto la Chiesa di Santa Lucia al Sepolcro attualmente non è visitabile.

Il Sepolcro

Attiguo alla Basilica e con essa comunicante attraverso un passaggio sotterraneo realizzato nel sec. XII è il tempietto barocco che custodisce il sepolcro della Martire.
Costruita nel sec. XVII, la chiesa sorge raticamente al centro dell’area catacombale che accolse, in un suo arcosolio, il corpo di S. Lucia subito dopo il martirio. Le reliquie furono qui custodite fino al 1039 quando, con una rapida azione di guerra, il generale bizantino Giorgio Maniace penetrò a Siracusa e, trovato il corpo di S. Lucia, lo portò a Costantinopoli per farne omaggio all’Imperatrice Teodora. Durante la IV Crociata i Veneziani, trovatolo, lo traslarono a Venezia dove tuttora si trova nella Chiesa dei SS. Geremia e Lucia. La statua marmorea posta sotto l’altare del sepolcro è oggetto di particolare venerazione in ricordo del suo prodigioso sudore nei giorni 6, 7 e 8 maggio 1735 interpretato dai Siracusani come segno di protezione della Santa in occasione di quei giorni di guerra. Siracusa onora Lucia con due feste annuali, a dicembre e a maggio.
La festa principale si svolge dal 13 al 20 dicembre, giorni nei quali viene traslato il simulacro argenteo della Patrona (sec. XVI). L’ottavario di preghiera che si svolge così nella Basilica, e durante il quale il simulacro resta esposto all’altare maggiore, vede un afflusso imponente di pellegrini provenienti da ogni parte. La Basilica e il tempietto del Sepolcro sono stati affidati nel 1624 ai Frati Minori.

Basilica di Santa Lucia

La Basilica di Santa Lucia al Sepolcro sorge sul luogo in cui il 13 Dicembre
dell’anno 304 S. Lucia subì il martirio. I Siracusani costruirono, dopo la pace costantiniana, una chiesa dedicata alla martire della quale, a seguito delle distruzioni causate dai vari terremoti e dalla dominazione araba
(878-1080), nulla ci è giunto.
Da subito il sepolcro fu custodito da una comunità cenobitica prima e da un monastero dopo, la cui importanza è attestata dall’epistolario di papa Gregorio Magno (sec. VI-VII).
L’attuale chiesa può essere fatta risalire ai Normanni che, liberata Siracusa dal dominio saraceno durato due secoli, nel sec. XI, ricostituirono la Diocesi e riedificarono l’edificio che custodiva le memorie del martirio della Santa.
La Basilica attuale è attribuita alla ricostruzione sostenuta da Gerardo da Lentini nel 1100.
Di quel periodo restano il rosone della facciata, più volte rimaneggiato, il portale con l’arco di stile cordovano le cui fattezze richiamano lo stile mozarabico, le tre absidi, i quattro grossi pilastri di sostegno della cupola che si ritiene sia stata eretta già nel sec. XII.
Per i Siracusani, una colonna posta alla destra del presbiterio indica il luogo esatto della decapitazione subita da S. Lucia.
Nel sec. XIV sotto il regno di Federico III di Aragona, fu realizzato l’attuale tetto ligneo a capriate dipinte. Si possono contare circa duecentocinquanta stemmi, tra i quali più volte ripetute le insegne degli Aragona di Spagna e
di Sicilia, l’antico blasone di Siracusa e alcuni stemmi gentilizi siracusani.
Numerosi nterventi di rifacimento dell’interno della Basilica si ebbero tra la fine del sec. XV e la prima metà del sec. XVIII con le radicali innovazioni barocche del 1626 ad opera dell’architetto Giovanni Vermexio.
Del 1723 è il porticato di Pompeo Picherali, costruito per accogliere i numerosi pellegrini che hanno lasciato traccia di sé nelle firme graffite sulla nuda pietra delle arcate. Nel 1608, reduce da Malta, sostò a Siracusa Michelangelo Merisi detto il Caravaggio e a lui fu commissionato un grande
quadro raffigurante il Seppellimento di Santa Lucia.
Nei locali della sacrestia si possono ammirare un armadio in
legno intarsiato e due crocifissi dei secc. XIII e XIV.


Località:Siracusa

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